Atto d'amore
Immagine di "jplenio" da Pixabay Lo stridio delle gomme, un rumore secco e un frastuono assordante. L’airbag che le esplose davanti alla faccia era l’unica cosa che riusciva a ricordare chiaramente, la prima ad aver assalito la sua memoria non appena riprese i sensi in ospedale. Con gli occhi aveva scrutato la stanza, confusa, senza riuscire a capire dove si trovasse, scorrendo i fili che dal braccio risalivano fino alle flebo. Non poteva parlare, la gola le bruciava e le occorse qualche istante per realizzare di avere un tubo nell’esofago, che le consentiva di respirare. Eva era sola, non riusciva a muoversi, ma sapeva che aveva avuto un incidente. Il pensiero corse subito a Moreno, il suo compagno, che si trovava alla guida dell’auto. Lottò con se stessa, iniziando ad agitarsi nel letto: doveva sapere come stava. Non le importava di stare male, la paura che mordeva feroce era tutta per lui, inspiegabile forse, tuttavia doveva sincerarsi che stesse bene. La porta ...