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Visualizzazione dei post con l'etichetta sofferenza

La solitudine dell'uno

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Foto di  Engin_Akyurt Aveva sempre detestato i cambiamenti , persino le sorprese tendevano a irritarlo ed era così da quando aveva diciassette anni. La prima brutta sorpresa fu beccare il suo migliore amico a farsi la sua ragazza. Il primo cambiamento: scoprire che il suo migliore amico si scopava la sua ragazza sentendone i pensieri. Uno schifo. L'acido gli aveva graffiato la gola, seguito dal senso di nausea nell'apprendere di essere considerato un coglione, a cui era divertente farla sotto il naso per gioco, niente di più. Quei pensieri gli rimbombarono nella testa per ore, insieme a mille altri non suoi, che erano rimasti imbrigliati in una rete intessuta di rabbia e apatia. Non capiva, non a quel tempo almeno. Il pomeriggio, invece di dedicarsi alla traduzione di latino, che Marco gli avrebbe chiesto di copiare la mattina seguente come d'abitudine, li raggiunse sull'argine e restò a fissarli fino a quando non si accorsero di lui. Non una parola,...

Atto d'amore

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Immagine di "jplenio" da Pixabay Lo stridio delle gomme, un rumore secco e un frastuono assordante. L’airbag che le esplose davanti alla faccia era l’unica cosa che riusciva a ricordare chiaramente, la prima ad aver assalito la sua memoria non appena riprese i sensi in ospedale. Con gli occhi aveva scrutato la stanza, confusa, senza riuscire a capire dove si trovasse, scorrendo i fili che dal braccio risalivano fino alle flebo. Non poteva parlare, la gola le bruciava e le occorse qualche istante per realizzare di avere un tubo nell’esofago, che le consentiva di respirare. Eva era sola, non riusciva a muoversi, ma sapeva che aveva avuto un incidente. Il pensiero corse subito a Moreno, il suo compagno, che si trovava alla guida dell’auto. Lottò con se stessa, iniziando ad agitarsi nel letto: doveva sapere come stava. Non le importava di stare male, la paura che mordeva feroce  era tutta per lui, inspiegabile forse, tuttavia doveva sincerarsi che stesse bene. La porta ...

L'attesa

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Foto di Free-Photos da Pixabay " L'attesa del piacere è essa stessa piacere " mi ripetevo sovente davanti allo specchio, sistemando la lunga treccia bionda; un formicolio mi risaliva la schiena, freddo e infido, ma lo scacciavo con due gocce di profumo al gelsomino sul collo, a completare il mio rito scaramantico mattutino. «Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?» cantileno stanca fissando la calce del pavimento. Una risata isterica riecheggia tra i muri spogli e umidi della cantina, ormai non riconosco più neppure la mia voce. Per me il piacere doveva essere l'amore e la sua attesa era una tortura, poi finalmente arrivò e mi fece sentire bellissima, desiderata: una regina. I miei sorrisi e i miei sogni si spensero presto tra le sue mani, tra le sue di brame, che mi restituirono come reame un inferno e di me, oggi, resta solo un accozzaglia di pezzi di cuore sparsi, credo che anche della mia anima restino solo frammenti, scheg...

Il prezzo del Cielo

Un cielo plumbeo riflette il grigio dell'asfalto, mentre la strada serpeggia nel ventre della città, dilaniata dagli uomini che la calpestano incuranti. Sul volto di alcuni passanti posso leggere il disappunto causato dal vento freddo, pungente, che li sferza impetuoso. Io sono solo un fruscio tra loro, un essere che aleggia furtivo osservandoli, disprezzandoli, in cerca della sua preda. Fiuto le emozioni, le più dolci sono intrise di orrore, dolore, alcune piacevolmente oscene da solleticare la mia attenzione. Eppure è un'altro il profumo inebriante che mi guida verso il parco, tra alberi spogli e rami secchi, il cui contorcersi e agitarsi rievoca immagini di anime torturate. Coraggiose mamme che per due chiacchiere conducono i loro bambini in uno spazio di illusoria sicurezza, piccole creature ancora innocenti che per salutarsi si scambiano un pudico bacio. Solo io l'ho colto con un brivido d'eccitazione, al pensiero di quando cresceranno e l'innocenza s...

Ricordi

Cosa ricordo di quella sera? Il cielo terso di una notte di Dicembre, nessuna nuvola, nessuna luna, solo una moltitudine infinita di stelle che sfavillavano come diamanti su una seta nera. Il gelo pungente mi spinse a infilarmi nel pub di Roberto. Erano mesi che non uscivo se non per andare al lavoro, mesi che non mi facevo vedere per non dover dare spiegazioni, tuttavia quella sera avevo indossato la gonna lunga nera e un paio di anfibi, non me ne fregava nulla, non cambiai neppure la camicia del lavoro, in fondo era in tinta: tutto il mio guardaroba lo era e non correvo il rischio di sbagliare abbinamento. Era pieno come ogni weekend, per cui mi bastò una rapida occhiata per decidere di fermarmi al bancone. «Ehi Dee, quanto tempo!» La voce calda e armoniosa dell'uomo dietro al bancone mi accolse prontamente, rammentandomi come tutti mi chiamassero così fuori dall'ufficio. Due vite, due nomi, due donne: io. «Ciao Roby.» lo ricambiai con un sorriso. Lo studiai un...

Amore mortale

Il cigolio della porta annunciò il suo arrivo nel grande salone, un tempo cuore pulsante del locale più chiacchierato di quel quartiere altolocato , anzi, dell'intera colonia. Gli occhi scandagliarono rapidi la sala, soffermandosi un istante sul pianoforte a mezza coda bianco, così simile a una donna sensuale e ammiccante, nonostante l'età di entrambi. Sogghignò a quel pensiero: in fondo lei poteva vantare meno polvere addosso di quel vecchio cimelio. «Star-Lust.» scandì il nome, che ancora si leggeva sul fondo della scenografia, una voce calda e graffiante, riecheggiando tra le pareti del locale «Sei più stella o più…» Lo sguardo della donna saettò al bancone che s'apriva alla sua sinistra, posandosi sul giovane uomo dal volto perfetto e con l'incarnato tanto chiaro da conferirgli un aspetto quasi etereo, o angelico avrebbero pensato un tempo. «La luna è un satellite, per cui un pianeta, i paragoni col mio nome sono superficiali. Come mai mi hai fatto v...