Post

Nella tela del ragno

Immagine
Il giorno sembra scivolare via veloce, mentre il cielo abbandona i colori caldi del tramonto per concedersi alla notte . Senza fretta sfilo lungo il viale ancora affollato, osservando gli sguardi di stupore dei bambini davanti a bancarelle zeppe di dolciumi e calze già confezionate, con la Befana a cavallo della sua scopa. Una brezza gelida mi colpisce, simile a uno schiaffo in pieno viso, ricordandomi che avrei dovuto mettere una sciarpa e, magari, vestirmi con qualcosa di più pesante, invece di farmi trascinare in centro da Luca. Erano anni che non ci sentivamo nemmeno più e si è presentato davanti alla mia porta con naturalezza e una sfrontatezza irritante, eppure, quegli occhi sono esattamente come li ricordavo. D’improvviso mi ritrovo con in testa un cappello a punta, non richiesto, non voluto. Mi volto con uno scatto stizzito e Luca mi fissa sogghignando, scuotendo un piccolo barattolo di vetro ambrato, scuro, con un liquido denso che si agita al suo interno. «Eccolo ...

La bontà del Caos

Ricordo quand’ero bambina e questo periodo era il più bello dell’anno, il più magico, con le vacanze invernali e la famiglia. Ricordi di un’altra vita, un’altra me. L’acqua che ribolle sul fuoco , le luci di mille colori degli addobbi, la paglia sul presepe aspettando di sistemare il bambinello come premio, le bollicine dello spumante, lo zucchero a velo sul pandoro che si stende come neve candida, accompagnato dalla melodia dei canti di Natale e il chiacchiericcio di sottofondo. Ricordi che si spengono lentamente e rimane solo l' aroma amaro della morte. «A cosa stai pensando?» Una voce limpida e cristallina mi strappa dai pensieri, lasciandomi specchiare in un paio d’occhi scarlatti, il cui luccichio è simile al richiamo di una luce nel buio e io, io sono soltanto una falena… una piccola e stupida falena che la continua a inseguire. «Al passato.» sospiro rassegnata. «Ti ci perdi sempre, ogni anno.» Mi abbraccia dolcemente e inspiro il suo profumo, unico, ...

Il prezzo del Cielo

Un cielo plumbeo riflette il grigio dell'asfalto, mentre la strada serpeggia nel ventre della città, dilaniata dagli uomini che la calpestano incuranti. Sul volto di alcuni passanti posso leggere il disappunto causato dal vento freddo, pungente, che li sferza impetuoso. Io sono solo un fruscio tra loro, un essere che aleggia furtivo osservandoli, disprezzandoli, in cerca della sua preda. Fiuto le emozioni, le più dolci sono intrise di orrore, dolore, alcune piacevolmente oscene da solleticare la mia attenzione. Eppure è un'altro il profumo inebriante che mi guida verso il parco, tra alberi spogli e rami secchi, il cui contorcersi e agitarsi rievoca immagini di anime torturate. Coraggiose mamme che per due chiacchiere conducono i loro bambini in uno spazio di illusoria sicurezza, piccole creature ancora innocenti che per salutarsi si scambiano un pudico bacio. Solo io l'ho colto con un brivido d'eccitazione, al pensiero di quando cresceranno e l'innocenza s...

Ricordi

Cosa ricordo di quella sera? Il cielo terso di una notte di Dicembre, nessuna nuvola, nessuna luna, solo una moltitudine infinita di stelle che sfavillavano come diamanti su una seta nera. Il gelo pungente mi spinse a infilarmi nel pub di Roberto. Erano mesi che non uscivo se non per andare al lavoro, mesi che non mi facevo vedere per non dover dare spiegazioni, tuttavia quella sera avevo indossato la gonna lunga nera e un paio di anfibi, non me ne fregava nulla, non cambiai neppure la camicia del lavoro, in fondo era in tinta: tutto il mio guardaroba lo era e non correvo il rischio di sbagliare abbinamento. Era pieno come ogni weekend, per cui mi bastò una rapida occhiata per decidere di fermarmi al bancone. «Ehi Dee, quanto tempo!» La voce calda e armoniosa dell'uomo dietro al bancone mi accolse prontamente, rammentandomi come tutti mi chiamassero così fuori dall'ufficio. Due vite, due nomi, due donne: io. «Ciao Roby.» lo ricambiai con un sorriso. Lo studiai un...

Peccato originale

La sua voce era un sospiro , una dolce melodia altalenante , fatta di note e contrappunti, mai uguale, bensì calda e vibrante al punto di farmi sussultare, da farmi addentrare nella penombra ebbra e affamata, o forse solamente stupida. «Sei così bella.» mi disse con estrema dolcezze «Resterei ad ammirarti tutta la notte e, in effetti, l'ho fatto per così tanto tempo. Sentii le sue labbra sfiorare le mie, come se ignorasse ciò che sono, o ancora lo volesse negare. Tuttavia, il fremito di eccitazione che mi scuoté, gridava d'essere appagato, ancor più della mia curiosità; il suo sangue era un richiamo irresistibile nel pulsare del suo cuore, lento e cadenzato, un tamburo perfetto a cui rispondei come un animale, leccandomi i baffi. Senza fretta seguii il profilo della sua bocca, mentre le mani sapienti ne scoprirono il corpo, lasciando cadere a terra la camicia bianca come neve d'inverno, per saggiare la sua carne bollente. «Sai cosa sono?» gli domandai abbracciando...

Amore mortale

Il cigolio della porta annunciò il suo arrivo nel grande salone, un tempo cuore pulsante del locale più chiacchierato di quel quartiere altolocato , anzi, dell'intera colonia. Gli occhi scandagliarono rapidi la sala, soffermandosi un istante sul pianoforte a mezza coda bianco, così simile a una donna sensuale e ammiccante, nonostante l'età di entrambi. Sogghignò a quel pensiero: in fondo lei poteva vantare meno polvere addosso di quel vecchio cimelio. «Star-Lust.» scandì il nome, che ancora si leggeva sul fondo della scenografia, una voce calda e graffiante, riecheggiando tra le pareti del locale «Sei più stella o più…» Lo sguardo della donna saettò al bancone che s'apriva alla sua sinistra, posandosi sul giovane uomo dal volto perfetto e con l'incarnato tanto chiaro da conferirgli un aspetto quasi etereo, o angelico avrebbero pensato un tempo. «La luna è un satellite, per cui un pianeta, i paragoni col mio nome sono superficiali. Come mai mi hai fatto v...

Amanti dannati

Il frastuono della città era solo un ricordo ormai, un lontano eco nella mia mente, che si perdeva nel riflesso di una pallida luna . «A cosa stai pensando?» La voce calda e profonda di Sebastiano mi riportò alla realtà con sensualità. Un brivido mi risalì la schiena, mentre lasciava scorrere delicatamente i petali di una rosa lungo il mio braccio. Restai a guardare la sua immagine riflessa nel vetro come qualcosa di irreale, ma in fondo lo era. «Sarà mai qualcosa più di attimi rubati e baci proibiti?» gli chiesi con un filo di voce, chinando il capo. Cercai di respirare a fondo e di trattenere le lacrime : non volevo piangere di nuovo. Eppure ogni volta era più difficile e il pensiero potesse essere l'ultima era sempre più straziante. «Cosa vorresti che facessi?» mi sussurrò sfiorandomi l'orecchio. «Non lo so.» «Non mentire, Sara.» «Potresti almeno fingere di non leggermi come fossi un libro aperto.» Le sua bocca scorse il mio collo e con l'altro brac...